Il cloud computing rappresenta una grande occasione per la crescita delle PMI italiane

Con la crescita delle loro attività, le PMI italiane stanno adottando sempre più nuovi strumenti tecnologici, come per esempio i servizi cloud, nel tentativo di  ridurre le spese e di rendere più efficiente e flessibile il lavoro dei propri dipendenti.

Secondo una recente ricerca, 2 PMI su 3 si avvalgono ormai di servizi di cloud computing e di applicazioni aziendali as-a-service (SaaS), cioè un modello di distribuzione del software applicativo dove un produttore di software sviluppa, opera (direttamente o tramite terze parti) e gestisce un’applicazione web che mette a disposizione dei propri clienti via Internet. Questo genere di tecnologia è particolarmente adottata dalle aziende con meno di 250 dipendenti.

 

Nonostante questa tendenza in crescita verso l’uso dei servizi di cloud computing per ottimizzare le operazioni da parte delle PMI sia positiva si tratta di un fenomeno che può anche avere degli effetti negativi. Per esempio senza le adeguate soluzioni di cyber security questi sistemi possono portare alla perdita di controllo sulla sicurezza delle applicazioni usate all’interno dell’impresa e sui dati dei clienti.

 

I vantaggi del cloud computing per le PMI

 

Sia le aziende più piccole, che quelle che in questo momento stanno vivendo una fase di rapida crescita, guardano alle tecnologie cloud come ad un’opportunità per gestire e migliorare il proprio business. Il cloud, come detto, permette di gestire in un modo più efficiente ed efficace la fase produttiva e anche di ridurre le spese. Metà (il 50%) delle aziende con meno di 50 dipendenti (piccole e micro imprese) e il 40% delle organizzazioni che hanno nel loro organico tra le 50 e le 249 persone (medie imprese) hanno dipendenti che regolarmente lavorano fuori ufficio e hanno bisogno di accedere ai dati e alle applicazioni via cloud. La crescita delle aziende va di pari passo con un bisogno di servizi cloud, che non a caso sono in aumento: il 73% delle medie imprese e il 56% delle piccole imprese utilizzano almeno uno di questi particolari servizi. Tra i tool SaaS più popolari ci sono email, archiviazione di documenti, collaboration service, finanza e contabilità.

 

I rischi del cloud computing per le PMI

 

L’uso attivo del cloud comunque per le PMI ha anche un risvolto negativo: le infrastrutture IT nelle organizzazioni stanno consolidando sempre più servizi e applicazioni ma a volte non riescono a fornire i livelli di controllo richiesti. Di conseguenza, stando al record Kaspersky Lab, il 66% delle aziende da 1 a 149 dipendenti ha difficoltà a gestire queste infrastrutture IT eterogenee. Questa complessità crescente richiede alle PMI di adottare un approccio nuovo per la gestione della propria infrastruttura. Competenze insufficienti per affrontare questa sfida ed il rivolgersi a figure professionali non specializzate da parte delle PMI può portare a rischi reali per la sicurezza informatica delle aziende, che potrebbero non essere in grado, o non avere il tempo, di fare delle valutazioni, dal momento che concentrano la maggior parte dell’attenzione sullo sviluppo delle proprie attività.

 

Lo specialista per la protezione dei dati

 

Proteggere i dati dell’impresa e quelli dei clienti è un punto fondamentale per le PMI che usano il cloud. La perdita di questi dati, infatti, potrebbe provocare gravi danni di reputazione alla società, nonché perdite economiche. Per questo motivo le PMI devono dotarsi di uno specialista per la protezione dei dati. In base alle dimensioni aziendali è possibile formare un dipendente per occuparsi esclusivamente di questo compito oppure scegliere un esperto esterno che dedichi interamente la propria esperienza alla nostra impresa.

 

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