TUTTO CIÒ CHE DEVI SAPERE SUL PERIODO DI PROVA LAVORO

TUTTO CIÒ CHE DEVI SAPERE SUL PERIODO DI PROVA LAVORO

La maggior parte dei contratti di lavoro prevedono un periodo di prova in cui sia l’azienda sia il neoassunto verificano se il rapporto di lavoro appena iniziato sia davvero conveniente da ogni punto di vista. Può capitare, infatti, che l’idea iniziale possa cambiare durante questo periodo. Il datore di lavoro potrebbe essersi fatto una certa visione sul candidato che ha scelto, ma quest’ultimo potrebbe non corrispondere alle aspettative. Viceversa, il nuovo dipendente può rendersi conto che il lavoro non è adatto o che l’azienda non gli offre le prospettive desiderate.

Periodo di prova lavoro: cos’è e come funziona

Il periodo di prova è un lasso di tempo previsto da qualsiasi tipologia di contratto di lavoro che consente alle parti di valutare la convenienza del rapporto. Si tratta di un istituto giuridico disciplinato dall’art. 2096 del Codice Civile che lo definisce come assunzione in prova del prestatore di lavoro. La durata della prova è stabilita dai contratti collettivi nazionali e varia a seconda della qualifica e delle mansioni da ricoprire. Durante questo periodo ciascuna delle parti può recedere dal contratto, senza obbligo di preavviso o d’indennità. Si può comunque indicare che questa si svolga per un periodo di tempo minimo. In questo caso, il recesso può avvenire solo al termine di quanto prestabilito. 

Per essere valido e legittimo, però, il patto di prova deve avere alcune caratteristiche:

  1. dovrà essere stabilito per iscritto a pena di nullità della prova. In generale, si inserisce in un’apposita clausola nel contratto individuale di lavoro
  2. deve specificare già da subito il ruolo e le mansioni che dovrà svolgere il lavoratore in tale periodo
  3. deve avere una durata massima così come stabilito dai CCNL (per legge non può mai eccedere i 6 mesi)
  4. può avere una durata minima, entro la quale le parti non possono recedere liberamente dal contratto in prova, se non per giusta causa
  5. si può contare, a seconda del CCNL, in mesi o in giorni di calendario o in giorni effettivi di lavoro
  6. l’accordo scritto sulla prova deve avvenire prima o contestualmente all’inizio del rapporto di lavoro, è nullo infatti un patto di prova successivo all’inizio
  7. il periodo di prova è retribuito, inoltre il lavoratore matura tutte le spettanze, quali ratei di tredicesima, ferie ecc.
  8. al termine della prova, se nessuna delle due parti recede, il rapporto di lavoro prosegue normalmente senza necessità di alcuna conferma o comunicazione e il periodo viene computato quale anzianità di servizio.

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Quanto dura il periodo di prova lavoro

Come anticipato, non c’è una durata minima prestabilita per il patto di prova. Questa varia a seconda del CCNL, delle mansioni da svolgere e dal ruolo che dovrà ricoprire il lavoratore. In generale, lo scopo del datore di lavoro sarà quello di valutare il lavoratore in base alle sue abilità e competenze necessarie per ricoprire un determinato ruolo. Lo scopo del lavoratore, invece, è quello di comprendere le condizioni di lavoro, come si svolge la prestazione e l’interesse personale verso le mansioni assegnate. Pertanto, la prova dovrà svolgersi in un lasso di tempo congruo per permettere ad entrambi di raggiungere i propri scopi.

Di norma, la legge prevede dei limiti di tempo per il periodo di prova che variano dai 3 ai 6 mesi, a seconda del ruolo ricoperto.
È possibile prevedere anche una proroga del periodo inizialmente fissato, se fosse necessario, ma solo se contemplato dalla contrattazione collettiva. Altrimenti, non è possibile stabilire una proroga del contratto individuale, in quanto si tratterebbe di una clausola svantaggiosa per il lavoratore. 

Come superare il periodo di prova lavoro

Iniziare un lavoro con un contratto di prova è normale, quindi non serve essere insicuri se è presente una clausola di questo tipo. Per prendere dimestichezza con questo argomento, abbiamo pensato di intervistare Sara che ci ha raccontato la sua esperienza con il periodo di prova. Guarda il video e prosegui nella lettura dell’articolo per approfondire l’argomento!

https://youtu.be/yvg3RVzD5ss

Dopo aver guardato la nostra video-intervista a Sara, vediamo insieme come superare al meglio questo periodo e agevolare il passaggio ad un contratto a tempo indeterminato. Per tutto ciò, è utile dimostrare interesse e farsi coinvolgere fin dall’inizio e di conseguenza:

  1. Chiedi come sta andando
    Non aspettare un feedback. Dopo qualche settimana, chiedi ai tuoi superiori o al tuo team cosa ne pensano del tuo lavoro. È il modo migliore per dimostrare che ti interessa mantenere il tuo lavoro e che desideri una carriera all’interno dell’azienda.
  2. Sii umile
    Ogni azienda è un ecosistema unico. Anche se pensi di essere preparato, o di sapere già come svolgere i tuoi compiti, mostra un atteggiamento umile.
    In caso contrario, rischierai di sembrare supponente e anche un piccolo errore sarà percepito nel modo peggiore.
  3. Ascolta
    Una delle cose migliori di cambiare lavoro è imparare nuove dinamiche. Mostrati interessato e cerca di comprendere la cultura della nuova azienda. A volte è più importante della competenza nel proprio lavoro. Se non pensi come l’azienda, non sarai in grado di capirne gli obiettivi.
  4. Integrati
    Socializzare in un nuovo ambiente non è facile. Cerca di essere empatico con i tuoi colleghi, collabora e partecipa alle iniziative. Se chiederanno dei feedback al momento della proroga del tuo contratto, fai in modo che abbiano una buona opinione di te.
  5. Chiedi
    Se la data di cessazione del contratto di prova si avvicina e non sei sicuro che verrà rinnovato, chiedi. In questo modo, puoi impegnarti per fare meglio.

 

Cosa fare quando non si supera il periodo di prova

Sia che si sia fissato un lasso di tempo minimo o meno, il recesso può avvenire per:

  1. dimissione durante il periodo di prova
  2. licenziamento per mancato superamento del periodo di prova.

Il licenziamento in questi casi non prevede la forma scritta. Si parla infatti di licenziamento ad nutum, cioè con un solo cenno. Anche le dimissioni non seguono la normale procedura: non sono previste le dimissioni online del lavoratore in prova. In questo caso, basta una lettera di dimissioni consegnata per iscritto al datore di lavoro.

In entrambe le situazioni, anche quando il rapporto di lavoro non prosegue fino al termine del periodo di prova o termina ancor prima, bisogna far tesoro dell’esperienza lavorativa e delle nuove competenze acquisite.

 

Inoltre, è importante iniziare subito la ricerca di un nuovo lavoro.
Su NETtoWORK è semplice e immediato trovare nuove aziende a cui inviare la propria candidatura. I candidati, in base alle proprie competenze, possono effettuare una ricerca mirata, impostando il settore lavorativo di loro interesse. In questo modo troveranno tutte le aziende inerenti che cercano collaboratori. 

Per attrarre queste aziende, possono far emergere le proprie qualità ed esperienze oltre a mostrare la propria formazione, curando ed aggiornando il profilo personale. Inoltre, hanno la possibilità di certificare costantemente le loro conoscenze effettuando i test online presenti sulla piattaforma, o i test delle competenze specifiche inviati dalle aziende. In questo modo, potranno dimostrare le loro capacità e la loro formazione. 


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EMPLOYEE EXPERIENCE PER RENDERE PIÙ PRODUTTIVI I TUOI DIPENDENTI

EMPLOYEE EXPERIENCE PER RENDERE PIÙ PRODUTTIVI I TUOI DIPENDENTI

L’employee experience aiuta le organizzazioni ad attrarre e trattenere talenti e potenzia le prestazioni di business. È un percorso che si costruisce in direzione bottom-up e si supporta con gli strumenti digitali, partendo da una nuova cultura fondata sui valori e sulla personalizzazione.

 

Che cos’è l’employee experience

L’employee experience può essere definita come il prodotto dell’interazione tra la persona e l’organizzazione durante la propria carriera. L’interazione avviene principalmente attraverso tre punti:

  • employer branding: la reputazione che un’azienda si costruisce come datore di lavoro
  • employee journey: il viaggio di un dipendente all’interno di un’azienda
  • ambiente organizzativo (incluso quello digitale)

 

Un’employee experience positiva incontra le aspettative del dipendente durante tutto il percorso di carriera. Per questa ragione, ogni interazione tra la persona e l’impresa (i propri supervisori, i colleghi, l’ambiente, ecc…) può influenzarne la cognizione. Di conseguenza, ciò determina il comportamento della persona nei confronti dell’organizzazione.

L’employee experience racchiude tutto ciò che un lavoratore osserva e percepisce durante l’intera esperienza di lavoro con una determinata azienda. La qualità di questa esperienza viene influenzata da elementi come:

  • spazi di lavoro
  • flessibilità nella gestione del tempo e degli obiettivi
  • interazioni con colleghi e dirigenti
  • work-life balance (ovvero l’equilibrio ideale tra lavoro e vita personale, che per ogni lavoratore si trova su un punto diverso)
  • dotazione di strumenti tecnologici per rendere più efficiente e semplice il lavoro
  • remunerazione e la presenza di benefit

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Il percorso dell’employee experience

Progettare esperienze positive e stimolanti per il dipendente inizia dalla fase di assunzione e continua durante tutto il percorso lavorativo. Si comincia dalle azioni di Employer Branding, che includono le strategie social che promuovono il brand e i programmi di Employee Advocacy, in cui le risorse già presenti in azienda si fanno “testimonial” del proprio datore di lavoro.

Si prosegue con un recruiting coinvolgente e unico: dai colloqui il candidato (anche se poi non viene scelto o non accetta la proposta di lavoro) deve uscire con un’immagine positiva dell’azienda. Per i candidati che vengono assunti si prosegue con la fase dell’onboarding, che accompagna nel delicato processo di inserimento in azienda alla scoperta di un nuovo ambiente e di una nuova cultura aziendale.

Al centro del viaggio del dipendente c’è quindi l’attività lavorativa quotidiana e i benefit connessi. Questi rendono positiva la sua esperienza, migliorando la collaborazione con i colleghi e il bilanciamento con la vita privata, gratificando il dipendente con la remunerazione e con il coinvolgimento nelle strategie e negli obiettivi. Le organizzazioni dovranno anche sostenere la professionalità del dipendente e l’avanzamento di carriera con corsi di formazione o aggiornamento e attività di coaching. E non devono dimenticare che anche la delicata fase dell’uscita (volontaria o no) dall’azienda va condotta in modo equo e corretto.

 

Quali sono i vantaggi di una buona employee experience

L’employee experience si fonda innanzitutto su una nuova mentalità e richiede una precisa strategia che mette al primo posto i valori che sono importanti per il lavoratore. La tecnologia resta fondamentale per supportare la produttività e la collaborazione e per raccogliere dati che permettono di capire che cosa per i dipendenti è importante (People Analytics). Tuttavia, questa non è il fine né l’unico elemento che disegna l’employee experience, cui partecipano fortemente i fattori emozionali e personali.

La chiave per motivare e trattenere i talenti potrebbe essere il team con cui si lavora, l’asilo nido aziendale, la mensa bio con materiali plastic-free, l’uso di energia da fonti rinnovabili. L’employee experience va disegnata e implementata partendo dai desideri del dipendente. Solo l’allineamento di valori condivisi tra azienda e lavoratori migliora in modo efficace e duraturo i risultati ed esalta il successo aziendale.

 

L’importanza dell’Employee Experience

Il personale di un’impresa incarna l’espressione massima dell’essenza aziendale. Se gli impiegati non si sentono a proprio agio o non sono integrati nell’organizzazione, non opereranno al massimo delle loro capacità e, di conseguenza, l’immagine e la produttività dell’impresa ne risentiranno. Per questo motivo, i reparti HR si stanno sempre più concentrando nella costruzione di un’ottima esperienza lavorativa per i propri dipendenti, al fine di poter migliorare di conseguenza l’employee experience.

 

NETtoWORK: Employer Branding efficace

NETtoWORK, la più innovativa e completa piattaforma social per la ricerca e selezione del personale, crea un modo innovativo per individuare i candidati adatti e permette di effettuare azioni di Employer Branding efficaci.

Le aziende iscritte possono infatti trovare talenti con caratteristiche specifiche, avendo la possibilità di effettuare ricerche mirate per individuare il profilo di cui hanno bisogno. Inoltre, creando dei test aziendali potranno valutare effettivamente le competenze dei candidati selezionati. Successivamente possono contattarli via chat o telefonicamente per proporre un colloquio conoscitivo.
Il candidato potrà visualizzare il profilo dell’azienda che l’ha contattato, trovando tutte le informazioni necessarie: benefit aziendali, cultura e valori d’impresa, policy aziendale, foto e video di presentazione.

I candidati, a loro volta, possono far emergere le loro qualità ed esperienze curando e aggiornando il proprio profilo. In questo modo, la loro visibilità aumenterà e riusciranno a farsi notare dalle aziende di loro interesse a cui potranno mandare la loro candidatura direttamente sulla piattaforma.

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UN 2021 RECORD PER NETtoWORK!

UN 2021 RECORD PER NETtoWORK!

Gentili Clienti, Soci, Fornitori, Partners,

abbiamo il piacere di condividere con voi in anteprima alcuni macro-dati di questo 2021 che sta per chiudersi, anno davvero molto positivo per la nostra Azienda.

Oltre all’ingresso in NETtoWORK da parte di Cassa Depositi & Prestiti avvenuto a luglio con un primo investimento da 250.000 euro, questo 2021 ha segnato davvero una importante crescita per NETtoWORK:

         1. Il fatturato è stato quadruplicato rispetto agli anni precedenti e prevediamo di chiudere l’anno con un fatturato superiore ai 250.000 euro;

         2. L’attuale trend di crescita ci porta a prevedere per il 2022 un fatturato superiore ai 500.000 euro;

         3. L’utile Operativo (Margine Operativo Lordo) sarà pari attorno a ben il 30% del fatturato, una marginalità davvero consistente;

         4. Gli asset aziendali (attivo dello stato patrimoniale) hanno ormai superato il valore simbolico di 1 milione di euro.

Sono dati che sintetizzano in modo chiaro la solidità economica e patrimoniale di NETtoWORK, che si appresta a vivere un 2022 ancor più da protagonista nel proprio mercato HR Tech.

Seguiranno nelle prossime settimane i dati ufficiali di chiusura del 2021 ed una roadmap di attività previste per il 2022.

Un 2022 che si preannuncia strategico per NETtoWORK, sia per il lancio di novità altamente innovative ed all’avanguardia nel mercato delle gestione delle risorse umane, sia per la preparazione all’ingresso di NETtoWORK in un importantissimo mercato estero.

Stay tuned!!