7 TREND HR DEL MOMENTO PER ORGANIZZARE E GESTIRE IL PERSONALE

7 TREND HR DEL MOMENTO PER ORGANIZZARE E GESTIRE IL PERSONALE

Dopo l’emergenza COVID19, le aziende si sono trovate a dover riorganizzare i loro processi, la comunicazione, le vendite e il marketing. In tutto questo, il ruolo delle HR è divenuto ancora più rilevante. Coordinare e attivare i dipendenti da remoto è divenuto un compito prioritario per i reparti HR che hanno dovuto accelerare ulteriormente il lavoro a distanza, con telelavoro o Smart working, tramite la digitalizzazione e nuovi tool collaborativi. A partire da questa tendenza futura che sta diventando sempre più presente, vediamo insieme 7 principali trend HR del momento:

 

1. Digitalizzazione per l’organizzazione e gestione del personale

La gestione del personale in un’azienda richiede il ricorso a processi di routine che possono incidere sull’efficienza degli uffici HR, con possibili ripercussioni sulle attività di tutta l’impresa. Ritardi nello svolgimento delle pratiche, errori umani nell’inserimento dati, difficoltà di comunicazione tra i vari livelli sono fronti critici che si possono superare attraverso un cambio di paradigma. Infatti, ridisegnando le procedure, al fine di affrontare un proficuo percorso di trasformazione digitale, si possono rivoluzionare gli assetti di questo ambito.

 

L’introduzione di soluzioni innovative supporta la semplificazione di operazioni, come il trattamento di informazioni riguardanti presenze e orario di lavoro, la nota spese, snellire i flussi di comunicazione e ottimizzare la gestione documentale. Aspetti utili per l’unità aziendale e la business continuity, soprattutto in un contesto di smart working, in cui le relazioni di lavoro e l’efficacia delle operazioni sono basate sulla fluidità delle soluzioni digitali adottate.

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2. Smart working: il lavoro agile oltre la pandemia

Lo smart working è una rivoluzione culturale, organizzativa e di processo, perché scardina consuetudini nonchè approcci tradizionali e consolidati nel mondo del lavoro subordinato. È basato su una cultura orientata ai risultati e su una valutazione legata alle reali performance. Per questi motivi, sarà probabilmente il lavoro del futuro, nonostante le resistenze nei suoi confronti dopo una prima adozione forzata legata alla situazione di emergenza sanitaria.

 

La definizione data dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dice che: “lo Smart Working (o Lavoro Agile) è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, a favorire la crescita della sua produttività”.

 

L’emergenza COVID 19 ha costituito un radicale punto di svolta per l’adozione dello Smart Working nella Pubblica Amministrazione e anche nel privato. Al netto delle criticità dovute ad un’applicazione estrema e spesso improvvisata, il lavoro agile ha costituito un’esperienza preziosa che ha permesso di fare in poco tempo un percorso di apprendimento e crescita che in condizioni normali avrebbe richiesto anni.

 

Superata l’emergenza, occorre oggi porre le basi per un’evoluzione dell’Organizzazione del lavoro, che dia risposta alle giuste richieste di flessibilità da parte dei lavoratori, ma soprattutto che ponga le basi di quella modernizzazione nella direzione della digitalizzazione e dell’orientamento al servizio.

 

Lo scorso anno, al fine di promuovere l’attuazione del lavoro agile come modalità ordinaria dell’esecuzione del lavoro, anche in un contesto post emergenziale, sono stati introdotti i POLA (Piani Organizzativi del Lavoro Agile). Inoltre, è stato costituito l’Osservatorio Nazionale del Lavoro Agile nelle Amministrazioni Pubbliche. Ad alcuni mesi dal lancio di queste iniziative, l’evento vuole essere l’occasione di condividere i risultati preliminari delle ricerche condotte in merito all’adozione e alla qualità dei POLA analizzati e discutere le prospettive e le sfide per l’adozione dello Smart Working nella PA oltre la Pandemia.

 

3. Employer branding: la reputazione del datore di lavoro è tutto

L’employer branding è la reputazione di un’azienda come posto di lavoro ed è una somma dell’employer identity, cioè l’identità aziendale come place to work, e dall’employees value proposition, cioè l’esperienza lavorativa (retribuzione, rapporto con i colleghi, relazione con la leadership e così via) di coloro che vi lavorano.

 

L’obiettivo dell’employer branding è di valorizzare l’azienda in modo da essere interessante e accattivante agli occhi dei potenziali candidati (candidate attraction), dei dipendenti attuali (employee retention) e, a cascata, degli stessi clienti.

 

4. Formazione interna del personale: un processo continuo

La formazione è uno dei driver che un’azienda ha per rimanere competitiva in un contesto segnato dalla crisi e dai cambiamenti continui. Una maggiore flessibilità professionale dei propri dipendenti si può ottenere solo attraverso lo sviluppo e il potenziamento delle risorse umane.

 

La formazione consente all’organizzazione di diffondere il piano strategico e di motivare i dipendenti a svolgere nel miglior modo possibile i loro compiti, tenendo ben presente gli obiettivi da raggiungere.

Il processo formativo può assumere un ruolo fondamentale per:

 

  • far acquisire conoscenze e competenze ai dipendenti;
  • colmare eventuali lacune a causa di cambiamenti interni o esterni;
  • creare piani di valorizzazione e sviluppo dei talenti.

 

La formazione, inoltre, ha il vantaggio di gratificare i dipendenti, i quali vedono l’azienda investire sul loro futuro professionale. Una programmazione formativa nel lungo periodo può portare all’azienda un vantaggio competitivo.

 

Per non incorrere in errori nella programmazione della formazione, è importante seguire i seguenti step:

 

  1. Analisi dei bisogni
  2. Progettazione ed erogazione dell’intervento formativo
  3. Valutazione dei risultati ottenuti
  4. Revisione del processo

 

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5. Employee experience: prenditi cura dei tuoi dipendenti

L’employee experience può essere definita come il prodotto dell’interazione tra la persona e l’organizzazione durante la propria carriera.

 

L’interazione avviene principalmente attraverso tre punti:

 

  1. Employer branding: la reputazione che un’azienda si costruisce come datore di lavoro.
  2. Employee journey: il viaggio di un dipendente all’interno di un’azienda.
  3. Ambiente organizzativo (incluso quello digitale).

 

Un’employee experience positiva incontra le aspettative del dipendente durante tutto il percorso di carriera. Per questa ragione, ogni interazione tra la persona e l’impresa (i propri supervisori, i colleghi, l’ambiente, ecc.) può influenzarne la cognizione. Di conseguenza, ciò determina il comportamento della persona nei confronti dell’organizzazione.

 

6. Employee engagement: coinvolgi il tuo personale

L’Employee Engagement è sinonimo di crescita, benessere e profitto. Lo è per moltissimi motivi a partire dai più scontati: un dipendente soddisfatto è produttivo, pienamente consapevole del proprio ruolo all’interno dell’organizzazione. Inoltre, offre un contributo attivo allo sviluppo del business.

L’Employee Engagement è un approccio che crea le condizioni ottimali perché tutti i membri di un’azienda:

 

  • diano il meglio;
  • siano coinvolti rispetto a valori e obiettivi aziendali;
  • siano motivati a contribuire al suo successo;
  • si dimostrino orgogliosi e leali nei confronti dell’organizzazione;
  • si rivelino i primi sostenitori della crescita del business.

 

La coscienza dell’importanza del proprio benessere viene messa al centro.

Cosa non è l’Employee Engagement? Un approccio in cui la soddisfazione del dipendente è percepita come elemento accessorio, ininfluente rispetto alla produttività aziendale. I dipendenti non ingaggiati possono essere difficili da individuare: non particolarmente ostili o disturbanti, si adoperano quel tanto che basta per rispondere alle esigenze del proprio ruolo.

 

Privi di incentivi al miglioramento delle performance organizzative, non hanno interesse alcuno rispetto agli obiettivi generali e percezione del proprio ruolo nel quadro d’insieme. In simili condizioni, il loro ruolo di influencer e linfa vitale per l’azienda è messo a rischio. Convertire questo gruppo di persone può rappresentare la migliore strategia per una crescita aziendale a lungo termine e per garantire vitalità al business (+ profitto, + produttività).

 

 

7. NETtoWORK: organizzazione e seleziona del personale efficace

NETtoWORK, la più innovativa e completa piattaforma social per la ricerca e selezione del personale, crea un modo innovativo per individuare i candidati adatti e permette di effettuare azioni di Employer Branding efficaci.

 

Le aziende iscritte possono infatti trovare talenti con caratteristiche specifiche, avendo la possibilità di effettuare ricerche mirate per individuare il profilo di cui hanno bisogno. Inoltre, creando dei test aziendali potranno valutare effettivamente le competenze dei candidati selezionati. Successivamente possono contattarli via chat o telefonicamente per proporre un colloquio conoscitivo.

 

Il candidato potrà visualizzare il profilo dell’azienda che l’ha contattato, trovando tutte le informazioni necessarie: benefit aziendali, cultura e valori d’impresa, policy aziendale, foto e video di presentazione.

 

I candidati, a loro volta, possono far emergere le loro qualità ed esperienze curando e aggiornando il proprio profilo. In questo modo, la loro visibilità aumenterà e riusciranno a farsi notare dalle aziende di loro interesse a cui potranno mandare la loro candidatura direttamente sulla piattaforma.

 

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COME FARE UN VIDEO CV PER COLPIRE I SELEZIONATORI

COME FARE UN VIDEO CV PER COLPIRE I SELEZIONATORI

Il mondo del lavoro e della ricerca del personale è in continuo cambiamento. Perciò, per farsi notare dai recruiter, non si può puntare esclusivamente sul classico CV cartaceo, benché rappresenti ancora oggi una delle risorse principali di recruitment. Sempre più spesso si sente parlare di video CV, ovvero di una presentazione video, utile per far conoscere le proprie qualità e competenze attraverso un metodo dinamico e innovativo.

 

Video CV fai-da-te: come registrarlo

Il video CV è un tipo di curriculum che, come il cartaceo, deve seguire determinati requisiti per risultare efficace.

Ecco i principali:

  1. Essere breve e conciso: la sua durata deve essere di uno, massimo due minuti, per mantenere attiva l’attenzione del recruiter.
  2. Apparire naturale, per farlo basterà svolgere qualche prova per togliere l’eventuale imbarazzo di dover parlare davanti a una telecamera. Il tutto può risultare maggiormente spontaneo se accompagnato da uno sfondo neutro senza elementi che possano disturbare l’occhio del selezionatore.
  3. Risultare interessante. Oltre a inserire informazioni di base (nome, cognome, anno di nascita ecc.) è importante far emergere la propria personalità.
    Inoltre, è fondamentale curare la comunicazione non-verbale, controllando le espressioni facciali, la gestualità, gli sguardi e l’intonazione della voce. Questi elementi possono rappresentare una leva decisiva per essere chiamati a colloquio.

 

Cosa fare prima di iniziare la video-presentazione

Il video CV rappresenta il primo punto di contatto con il recruiter ed è fondamentale che risulti un prodotto ben strutturato e organizzato.

Seguendo pochi e semplici passaggi si potrà realizzare un video di qualità. Per farlo basterà:

  • avere a disposizione un dispositivo tecnologico (telecamera, computer, smartphone…) con una buona qualità audio e video e verificare la stabilità della posizione dello strumento utilizzato per la ripresa
  • prestare attenzione all’ambiente e alle luci che si scelgono
  • utilizzare l’inquadratura americana, effettuando la ripresa a mezzo busto
  • avere ben chiari i punti da trattare e sui quali soffermarsi durante la registrazione per far risaltare le proprie doti comunicative. A tal proposito può essere utile seguire una scaletta dei temi contemplati.

 

Che cosa dire nel video curriculum vitae

Il video CV è un documento formale che deve includere alcune informazioni.

  • Generalità: per instaurare una prima connessione è importante, prima di tutto, presentarsi con il proprio nome e cognome e fornire i dati di base che è consigliato non omettere come la data, il luogo di nascita e di residenza.
  • Competenze professionali ed esperienze lavorative: non avendo molto tempo a disposizione, durante la presentazione bisogna essere in grado di selezionare le esperienze lavorative e le competenze professionali che si vogliono evidenziare per catturare l’interesse del selezionatore.
  • Caratteristiche personali e ambizioni professionali: grazie al video CV, che permette una presentazione visiva, si possono evidenziare aspetti distintivi della propria personalità ed esprimere sogni ed aspirazioni per la propria carriera.
  • Hobby e interessi: parlare delle proprie passioni può essere un’ottima leva, oltre che per farsi conoscere, anche per enfatizzare la propria dinamicità e voglia di mettersi in gioco. Inoltre, la propensione verso determinate discipline può rendere più rilevanti alcune soft skills come lo spirito di squadra, necessario ad esempio per gli sport in team.

Questi punti rappresentano una traccia che può essere riorganizzata e strutturata in base alle occasioni e alle posizioni lavorative. È importante saper plasmare le informazioni in base al destinatario del video CV, enfatizzando e personalizzando le proprie aspirazioni professionali.

 

Cose da evitare durante la registrazione

Il video CV deve creare interesse nei selezionatori per farsi contattare e per ottenere infine un colloquio conoscitivo. Oltre ad avere ben chiari i punti da affrontare, bisogna essere consapevoli anche di quelli da evitare. Ecco di seguito una lista di questi ultimi:

  • non riprendere ogni singolo punto presente nel CV cartaceo, per non dilungarsi in maniera eccessiva
  • non mescolare vita privata e vita professionale
  • non rimanere fermo sempre nella stessa posizione
  • non gesticolare esageratamente con le mani
  • non creare un ambiente di sfondo freddo e poco naturale, oltre a evitare ambienti scuri
  • non usare un abbigliamento troppo formale, ma nemmeno troppo vistoso

 

NETtoWORK e il Video CV

NETtoWORK è una piattaforma che permette di semplificare il mondo del recruiting, creando un punto d’incontro tra candidati e aziende. Offre la possibilità di completare il proprio profilo sulla piattaforma, caricando in modo semplice e veloce il proprio video CV, come spiegato in questo breve video.

Utilizzare questa leva offre ai candidati la possibilità di emergere agli occhi delle aziende, invogliando i selezionatori a farsi contattare e a fissare un primo colloquio conoscitivo.

Le aziende iscritte possono trovare talenti con specifiche caratteristiche, effettuando ricerche mirate. Grazie alla visualizzazione del video CV, i recruiter riusciranno a effettuare una selezione più semplice e accurata. A loro volta, anche le imprese possono mostrarsi ai candidati tramite un video aziendale di presentazione, incentivando i talenti a collaborare con loro.

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COME FARE UN VIDEO COLLOQUIO DI LAVORO E GESTIRLO SENZA INTOPPI

COME FARE UN VIDEO COLLOQUIO DI LAVORO E GESTIRLO SENZA INTOPPI

Il video colloquio, o video intervista, ad esempio via Skype o altri strumenti simili come Zoom, Microsoft Teams o Google Meet, non sostituisce il tradizionale colloquio, ma è uno strumento di selezione del personale sempre più diffuso tra i recruiters. Tra i vantaggi di questo strumento, i più importanti sono la riduzione dei tempi e delle distanze dell’iter di selezione.

Il video colloquio di lavoro può davvero migliorare l’iter selettivo perché il selezionatore ha la possibilità di incontrare virtualmente i candidati, identificando i più qualificati a ricoprire la posizione lavorativa vacante. Potrà così valutare anche l’interazione e le risposte date durante l’intervista e non basarsi solo sui CV standard. Questo non sostituisce il tradizionale colloquio faccia a faccia, ma è uno strumento che permette al recruiter di concentrarsi soprattutto sui candidati che rispondono ai requisiti richiesti.

Video colloquio di lavoro in differita

Nei processi di selezione, in alternativa al video colloquio, è sempre più utilizzato il video colloquio in differita. Per il recruiter è un modo per scoprire in pochi minuti le soft skills e la personalità dei candidati. Per il candidato, invece, è un ottimo strumento per evitare gli spostamenti, le spese superflue e per riuscire ad esprimere la propria personalità nelle migliori condizioni e nei propri tempi. Di solito, il video colloquio in differita è il primo step del processo di selezione.

Il selezionatore sceglie le domande che vuole fare e invita il candidato a registrare il video. Non è live, come Skype ad esempio, ma in differita. Questo significa che si può rispondere alle domande del recruiter dove e quando si preferisce, basta avere una webcam o uno smartphone. Una volta registrato, il video viene inviato al selezionatore che lo visualizza nella sua dashboard.

 

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Come preparare l’intervista per il video colloquio di lavoro

Le domande che i recruiters pongono durante un video colloquio di lavoro sono simili alle domande poste durante un classico colloquio conoscitivo, ma è importante prepararle prima e porre quelle giuste. È opportuno non superare 10 domande, le più frequenti durante un video colloquio sono:

  • mi dica qualcosa di lei: classica domanda iniziale per conoscere meglio il candidato
  • perché si è candidato a questa posizione: per capire la motivazione e il reale interesse verso l’azienda
  • quali sono i suoi punti di forza e le sue debolezze: domanda posta per conoscere le competenze del candidato e valutare se sono in linea con quelle della posizione in esame e capire quali sono invece le aree su cui migliorare
  • qual è stata la situazione più difficile affrontata al lavoro: con questa domanda si vogliono comprendere le capacità di problem solving del candidato
  • quali sono i suoi obiettivi per il futuro: con questa domanda il recruiter vuole capire quanto è ambiziosa la persona che ha davanti
  • è disposto a trasferirsi: domanda posta per valutare la flessibilità e la disponibilità a cambiamenti immediati
  • dove si vede tra cinque anni: per comprendere gli obiettivi futuri del candidato
  • quali sono stati i suoi risultati fino ad ora: per comprendere la determinazione del candidato
  • che cosa le piaceva e cosa non le piaceva del suo ultimo lavoro: per capire la predisposizione e l’atteggiamento verso le attività lavorative.

 

Vantaggi colloqui online

Il video-colloquio è una formula utile per ridurre i tempi di assunzione e i costi legati al processo di selezione. Può anche migliorare il processo aziendale di assunzione contribuendo a scegliere i candidati migliori. Spesso i recruiter impiegano molto più tempo a fissare gli appuntamenti ed a inseguire i vari candidati che a effettuare il colloquio vero e proprio faccia a faccia. Tra i vantaggi del video colloquio c’è quindi anche la comodità, sia per il recruiter sia per il candidato, di poter incontrarsi on line.
I principali vantaggi di una video colloquio sono:

  1. fa risparmiare tempo e accelerare l’iter di selezione
  2. aiutare a scegliere i candidati migliori
  3. permettere di intervistare chi vive all’estero o a distanza
  4. permettere di monitorare meglio le prestazioni e di raccogliere dati più “facilmente”
  5. rendere le interviste più “coerenti” tra di loro
  6. rendere più attraente l’azienda per i candidati passivi
  7. permettere di vedere la dimestichezza che il candidato ha con la tecnologia
  8. mostrare quanto l’azienda sia all’avanguardia
  9. mettere maggiormente i candidati a loro agio
  10. evitare al candidato di arrivare in ritardo o di stressarsi

 

NETtoWORK ottimizza i tempi di selezione

Per ottimizzare maggiormente i tempi di selezione, NETtoWORK mette a disposizione delle aziende ulteriori leve innovative.

Le aziende iscritte possono trovare talenti con specifiche caratteristiche, avendo la possibilità di effettuare ricerche mirate e di verificare le competenze dei candidati inviando loro test aziendali con domande specifiche. Inoltre, visualizzando il video CV, riusciranno ad effettuare una selezione più semplice ed accurata. A loro volta, anche le imprese possono mostrarsi ai candidati tramite un video aziendale di presentazione, incentivando i talenti a collaborare con loro.

NETtoWORK semplifica ed ottimizza la comunicazione tra recruiter e candidato e i tempi di selezione!

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