Presentazione in inglese a un colloquio: come mi preparo?

Presentazione in inglese a un colloquio: come mi preparo?

La prospettiva di un colloquio di lavoro in una lingua straniera può essere spaventosa per molti. Eppure, nell’ottica di una nuova opportunità professionale o avanzamento di carriera, è probabile che ciò possa accadere.

Prepararsi e sapere cosa dire (e non) nella presentazione in inglese al colloquio è fondamentale per aumentare le chance di un esito positivo e, in generale, per vivere il momento con meno ansia.

In questo articolo, vedremo insieme come affrontare con successo questa sfida attraverso strategie efficaci e suggerimenti pratici.

Come prepararsi a un colloquio di lavoro in inglese

Per affrontare al meglio un colloquio in inglese (e, in generale, in una qualsiasi altra lingua straniera) è bene seguire una serie di consigli utili e best practice.

Prima di tutto, bisogna sempre partire dalla valutazione dell’annuncio di lavoro: analizza attentamente tutti i requisiti principali richiesti dall’azienda e predisponi risposte adeguate alle domande più frequenti dei recruiter.

Per una preparazione più completa, è essenziale inoltre raccogliere informazioni dettagliate sull’azienda per cui ci si sta candidando. Questo può essere fatto dando uno sguardo approfondito al sito web aziendale, verificando la sua presenza su piattaforme social e leggendo recensioni da parte di clienti o dipendenti.

È normale poi che qualsiasi appuntamento di questo tipo possa causare una certa dose di ansia, e un colloquio di lavoro in inglese non fa eccezione. Per affrontare con successo questa tensione, può essere utile seguire una routine precisa che includa ad esempio la pianificazione del tragitto per raggiungere il colloquio e la scelta dell’outfit adeguato (possibilmente già preparato il giorno prima). Così sarà più semplice mantenere la tensione sotto controllo.

Esempi di risposte alla domanda: “Tell me about yourself”

Di solito, le prime domande durante un colloquio in inglese si concentrano sulla persona. Quando affronti la classica richiesta “Tell me about yourself” (Parlaci di te o Mi parli di lei), è importante iniziare con un’illustrazione generale delle esperienze lavorative, del percorso educativo e delle competenze chiave.

Tuttavia, è importante mantenere una sintesi generale ed evitare di entrare troppo nei dettagli. Assicurati sempre di rimanere in focus sull’argomento in discussione, senza divagazioni, con frasi chiare e incisive. Dimostra sicurezza senza però sconfinare nell’arroganza, e astieniti dall’includere informazioni personali che non siano rilevanti per il contesto. Un buon esempio di risposta chiara e concisa potrebbe essere:

Ho una laurea in ingegneria informatica e ho sempre avuto una forte passione per la tecnologia e l’innovazione. Fin dall’inizio della mia carriera, ho lavorato per aziende leader nel settore tecnologico, dove ho contribuito allo sviluppo di software di successo. La mia curiosità e desiderio di apprendere mi spingono costantemente a rimanere aggiornato sulle ultime tendenze tecnologiche”.

Una strategia utile per mantenere la concentrazione è ripercorrere mentalmente il proprio curriculum vitae. Un suggerimento pratico consiste nel redigere il tuo curriculum in inglese, se non l’hai già fatto. Questo non significa memorizzarlo, ma avere una guida di riferimento a cui attingere nei momenti di incertezza. Anche i candidati più preparati possono trovarsi in situazioni in cui necessitano di un punto di riferimento: un canovaccio base fornirà maggiore sicurezza e chiarezza nella tua presentazione.

Cosa non dire durante la tua presentazione in inglese

Ecco una serie di frasi/espressioni da evitare in assoluto durante una presentazione in inglese. Basta poco per ridurre sensibilmente le speranze di essere presi in considerazione.

  • I’m nervous”: è sconsigliato ammettere di essere nervosi durante un colloquio, poiché può dare l’impressione di scarso autocontrollo.
  • My greatest weakness? I’m a perfectionist!”: questa risposta potrebbe far sembrare che non sai riconoscere i tuoi difetti.
  • I’m a highly motivated, proactive, problem solver”: evita di elencare lunghe serie di qualità preconfezionate, prive di una reale descrizione di chi sei.
  • I was born in Rome”; “I like playing videogames”; “I have two brothers”: non condividere dettagli sulla tua vita personale. Non è appropriato.
  • Troppe frasi negative potrebbero penalizzarti. Meglio prediligere espressioni dal tono più neutro come “I didn’t enjoy…”, “I really prefer not doing…”.
  • La stessa regola vale nel caso in cui dovessero chiederti informazioni sul tuo datore di lavoro precedente. È preferibile mantenere un tono neutro e non dire, ad esempio, “My last boss? He was terrible”. Appariresti poco professionale.
  • Cerca di ridurre al minimo l’uso di espressioni informali come “You know“: durante un colloquio di lavoro sono inadeguate.

La maggior parte delle volte, alla fine del colloquio, il recruiter chiede al candidato se ha delle domande. Evita categoricamente di chiedere “When do you give raises?, How much vacation time can I expect?”.

Allo stesso modo, mai rispondere “No, I don’t have any questions”: così dimostri che ti importa poco o niente dell’azienda. Vanno bene invece domande che mostrano un reale interesse sull’eventuale futuro impiego.

Mobilità interaziendale: cos’è, vantaggi e come farla

Mobilità interaziendale: cos’è, vantaggi e come farla

In un mercato del lavoro sempre più dinamico e in costante evoluzione, la mobilità interaziendale si profila come una modalità di gestione dei talenti molto interessante e vantaggiosa sia per le aziende che per i dipendenti. Ma come funziona? E quali sono i suoi vantaggi? In questo articolo vedremo questo processo nel dettaglio, analizzando come può fungere da leva di crescita e sviluppo sia per le imprese che per il loro personale.

Cosa significa mobilità interaziendale?

La mobilità interaziendale può essere definita come il movimento di lavoratori tra diverse aziende. Il processo in questione non solo offre ai dipendenti opportunità uniche di crescita professionale e personale, ma fornisce anche alle aziende accesso a nuove competenze, idee e prospettive.

Per i lavoratori, rappresenta un’ottima opportunità di arricchire il proprio bagaglio di esperienze, di confrontarsi con nuove sfide e di accelerare il percorso di crescita professionale. Per le aziende, invece, è un modo per infondere nuova energia e competenze all’interno dei team, promuovere l’innovazione e rimanere competitivi in un mercato sempre più esigente.

3 vantaggi per aziende e dipendenti

Quando si parla di mobilità interaziendale, gli interessi in gioco sono tre:

  • quelli dell’impresa che deve cedere un lavoratore;
  • quelli dei dipendenti che si trovano a cambiare lavoro;
  • quelli dell’azienda che accoglie il nuovo personale.

Una mediazione virtuosa che sappia andare incontro a questo triplice rapporto è fondamentale: Mobility Pays si occupa esattamente di questo. Per quanto riguarda l’azienda cedente, con le garanzie di Mobility Pays potrà ottenere un miglioramento nella gestione del personale e nell’efficienza dei processi aziendali. In concreto, riuscirà a ridurre i costi della forza lavoro e a minimizzare i rischi di inefficienze.

L‘impresa che assume viene invece incentivata attraverso un bonus calcolato come una percentuale della RAL precedente del lavoratore. Il nuovo datore di lavoro ha anche il vantaggio di un periodo di prova iniziale con la risorsa appena arrivata, che consente una conoscenza reciproca approfondita in un contesto privo di rischi.

Infine, i lavoratori coinvolti nel programma Mobility Pays beneficiano della conservazione del inquadramento contrattuale e di un incremento della retribuzione annua lorda. Hanno inoltre accesso a un periodo di prova, durante il quale possono valutare la loro compatibilità con la nuova azienda senza perdere le protezioni offerte dal loro contratto precedente.

Gestisci la transizione delle risorse con Mobility Pays

A mettere in contatto i protagonisti del mercato del lavoro ci pensa Mobility Pays, una nuova strategia di networking tra imprese mirata a sincronizzare le necessità organizzative legate alla gestione e alla valorizzazione delle risorse umane.

Un sistema in grado di trasformare le esigenze di cambiamento organizzativo, di ottimizzazione dei processi e di mobilità del personale in un’opportunità vantaggiosa per tutte le parti coinvolte: per i dipendenti, che hanno la possibilità di passare a un ambiente lavorativo migliore con vantaggi economici e motivazionali; per le aziende in cerca di personale, che affrontano l’immediata o futura necessità di separarsi da un lavoratore; per le imprese desiderose di ingaggiare nuovi talenti.

Il funzionamento è semplice e diretto: Mobility Pays permette alle aziende di cercare personale offrendo incentivi all’assunzione o di proporre ai propri dipendenti nuove opportunità professionali più in linea con gli obiettivi di un’altra organizzazione. Un semplice click determina l’affinità (o meno) tra il profilo del candidato e l’azienda interessata. L’ente che intende cedere lavoratori può caricare i profili professionali sulla piattaforma, mantenendo l’anonimato e rispettando la privacy, e ha la possibilità di cercare un’azienda interessata o attendere proposte.

A giocare un ruolo cruciale è la mediazione di NETtoWORK, che assiste entrambe le aziende nel processo di trasferimento del personale, occupandosi degli aspetti burocratici e facilitando gli incontri tra le parti come mediatore. A differenza di un servizio di outplacement, NETtoWORK non si limita a ricollocare i dipendenti ma crea connessioni tra le necessità aziendali di chi offre e chi cerca personale, proteggendo i lavoratori e assicurando vantaggi economici per chi assume.

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Cos’è il blended learning e come implementarlo in azienda

Cos’è il blended learning e come implementarlo in azienda

Era il 1960 quando il concetto di blended learning è stato menzionato per la prima volta, in relazione a un progetto scolastico all’avanguardia sviluppato presso l’Università dell’Illinois. Tuttavia, ha guadagnato una notevole popolarità solo negli anni ’90, con l’introduzione di tecnologie più avanzate.

Questo approccio poi, nel corso dei decenni, si è diffuso tanto nel mondo della scuola quanto in quello della formazione aziendale. Ed è proprio con riferimento al mondo delle imprese che ci soffermeremo nelle prossime righe, analizzando nel dettaglio cos’è il blended learning e in che modo sta trasformando il modo in cui le aziende formano e sviluppano il proprio capitale umano.

Inizieremo con una panoramica dettagliata del suo significato, per poi esplorare i numerosi vantaggi che può offrire nel contesto aziendale. Infine, ci concentreremo sui passi pratici per implementarlo in un’azienda. Quest’ultima sezione sarà particolarmente utile per gli HR Specialist e per i dirigenti aziendali.

Che cosa significa blended learning?

Il termine inglese “blended learning” può essere tradotto in Italiano con “apprendimento misto” o “ibrido“. Si tratta di un metodo di insegnamento che integra sia la formazione analogica che quella online. In questo modo gli elementi tradizionali di insegnamento vengono combinati con l’uso delle tecnologie digitali, aprendo le porte a un’esperienza formativa più flessibile e personalizzata.

L’obiettivo? Unire il meglio di entrambi gli approcci: da un lato l’interazione personale e diretta tipica delle situazioni di apprendimento in presenza, dall’altro l’accessibilità, la comodità e la vasta gamma di risorse che caratterizzano quello online. Il blended learning è applicabile in diversi contesti, non solo scolastici, anche in ambito professionale.

Vantaggi della formazione blended in azienda

Il blended learning è fondamentale per una buona gestione dei talenti in azienda. La sua peculiarità sta nel fatto che riesce a creare un ambiente collaborativo per tutti i partecipanti durante le sessioni formative, migliorando significativamente la comunicazione interna attraverso l’adozione di una varietà di metodi formativi.

Quando un’azienda mira a potenziare notevolmente le proprie risorse, il blended learning emerge come una delle strategie più efficaci, grazie alla sua natura complessa e alla capacità di coprire diversi livelli di aggiornamento professionale. Inoltre, consente ai formatori di offrire percorsi formativi personalizzati, adattati alle specifiche esigenze di miglioramento di ogni partecipante. Ecco i principali vantaggi:

  • Flessibilità: i dipendenti possono accedere al materiale online in qualsiasi momento e luogo, permettendo loro di adattare l’apprendimento ai propri orari e impegni lavorativi.
  • Personalizzazione: la formazione può essere personalizzata in base alle esigenze specifiche di ogni dipendente, consentendo un percorso di apprendimento più mirato e efficace.
  • Efficienza dei costi: il blended learning riduce i costi associati alla formazione tradizionale in aula, come ad esempio quelli dei materiali stampati, grazie all’uso di risorse digitali.
  • Interazione e coinvolgimento: la combinazione di sessioni in aula e online favorisce un maggior coinvolgimento dei dipendenti, permettendo loro di interagire sia faccia a faccia che attraverso piattaforme digitali.
  • Aggiornamento continuo: il materiale di formazione online può essere aggiornato e ampliato facilmente, assicurando che i contenuti rimangano sempre attuali e rilevanti.
  • Sviluppo di competenze digitali: la formazione blended incoraggia i dipendenti a sviluppare competenze digitali essenziali nel mondo del lavoro moderno.

Va da sé che il blended learning sia compreso e assimilato più agilmente dai Millennials e dalla Generazione Z – quest’ultima nata e cresciuta già immersa nelle tecnologie digitali. Per le generazioni meno giovani potrebbe servire un maggiore investimento di tempo.

Come implementare il blended learning aziendale

Innanzitutto, è fondamentale comprendere le esigenze formative specifiche dei dipendenti e come queste si allineano agli obiettivi aziendali. Dopodiché, si potrà procedere alla scelta e alla creazione dei contenuti formativi, che dovrebbero includere sia elementi online che interazioni in presenza per garantire una formazione completa.

La tecnologia gioca un ruolo determinante in questo processo. È importante selezionare piattaforme e strumenti online intuitivi, accessibili, ben integrabili con i metodi tradizionali di formazione in aula. Allo stesso tempo, va garantito che tutti i dipendenti abbiano le competenze e le risorse necessarie per utilizzarli in modo efficace.

Una parte significativa dell’implementazione del blended learning riguarda la formazione dei formatori. I responsabili della formazione devono essere adeguatamente preparati per gestire questo nuovo modello, comprendendo come sfruttare al meglio la combinazione di apprendimento online e in aula.

Ultimo, ma non meno importante: è essenziale stabilire un sistema di monitoraggio e valutazione per misurare l’efficacia del programma. Ciò permette di apportare modifiche e miglioramenti continui, assicurando che rimanga al passo rispetto alle esigenze in evoluzione dell’azienda e dei suoi dipendenti.

A proposito di valutazione: sapevi che su NETtoWORK hai la possibilità di creare e inserire test personalizzati e specifici per le competenze necessarie alla tua azienda? Visita subito www.nettowork.it per trovare i talenti migliori sul mercato attraverso un’approfondita analisi delle loro hard e soft skill grazie a questionari tecnici o più motivazionali e attitudinali!

Riduzione del personale: come gestire i dipendenti in uscita

Riduzione del personale: come gestire i dipendenti in uscita

Una delle fasi più delicate del rapporto di lavoro riguarda la riduzione del personale, o outplacement aziendale. Suo malgrado, l’impresa si trova costretta a licenziare dei lavoratori, rinunciandovi per cause che possono essere molto diverse: una riorganizzazione aziendale in alcuni casi, oppure una crisi interna in altri, o ancora un accordo diretto tra lavoratori e datore di lavoro. In questo articolo analizzeremo nel dettaglio la tematica, che assume un’importanza assai rilevante nel mercato del lavoro. Vedremo come le aziende devono gestire questo processo e quali soluzioni possono mettere a disposizione dei dipendenti in uscita.

Riduzione del personale aziendale: come gestirla

L’iniziativa di avvalersi dell’outplacement è presa dall’azienda nel momento in cui necessita di ridurre il proprio organico. Per farlo, si affida a entità riconosciute dal Ministero del Lavoro. Le modalità di svolgimento della riduzione del personale sono specificate nel decreto legislativo 276/2003.

Il servizio è accessibile a un ampio spettro di destinatari e rappresenta uno strumento fondamentale di riqualificazione professionale, sia per singoli individui sia per gruppi più numerosi di lavoratori in procinto di essere licenziati o in situazioni di cassa integrazione o mobilità. Quando un’azienda decide di utilizzare l’outplacement, dimostra di non voler lasciare i propri dipendenti in situazioni difficili nonostante la necessità di separarsi da loro. Ciò implica che l’impresa si affidi a consulenti specializzati in formazione e orientamento professionale per aiutare questi lavoratori a trovare nuove opportunità di carriera.

Adottare questa pratica non solo è un segno di responsabilità sociale, ma rafforza anche l’employer branding, con impatti positivi sull’attrazione di nuovi talenti.

Quali soluzioni per i dipendenti in uscita?

Le attività offerte dal programma di outplacement spaziano dal career coaching, volto a migliorare la capacità dei dipendenti di comunicare la propria professionalità e sviluppare il personal branding, fino all’assistenza nel networking e nel concreto supporto nella ricerca di nuove opportunità lavorative. L’outplacement fornisce ai lavoratori l’accesso a consulenti esperti, che li aiutano a orientarsi efficacemente nel mercato del lavoro. In alcuni casi, i consulenti possono assistere i lavoratori anche nella negoziazione delle condizioni di uscita dall’azienda.

Allo stesso tempo, viene posta molta importanza sul supporto emotivo, non solo per i dipendenti direttamente coinvolti nei tagli, ma anche per chi resta e per i manager.

Affrontare un licenziamento, per tutte le parti in causa, può essere emotivamente impegnativo; l’outplacement offre un aiuto psicologico per gestire nel modo più sereno possibile questo periodo di transizione. Ciò riduce l’ansia e la sofferenza, dal momento che fornisce un sostegno simultaneo a tutto il personale coinvolto.

Completano il quadro delle soluzioni una serie di risorse aggiuntive, come valutazioni e report, che mirano a velocizzare il processo di reinserimento lavorativo dei lavoratori in uscita. In alcuni casi, grazie al supporto professionale, i lavoratori trovano un nuovo impiego in tempi più brevi rispetto alla ricerca autonoma.

Riduzione di organico: lo sai che NETtoWORK potrebbe aiutarti?

Nel processo di uscita ed entrata di dipendenti da un’impresa all’altra assume un ruolo fondamentale il network aziendale. Con Mobility Pays, NETtoWORK si impegna a facilitare la ricerca del lavoro ideale, creando un ponte tra le necessità delle aziende che liberano risorse e quelle alla ricerca di nuovi talenti, garantendo la tutela dei diritti dei dipendenti e offrendo vantaggi a chi assume.

Questo sistema rappresenta un approccio innovativo al networking aziendale, che mira a coordinare le esigenze organizzative delle imprese nell’ambito della gestione e della valorizzazione dei dipendenti. Il servizio supporta le aziende in ogni aspetto del trasferimento delle risorse – dalla burocrazia allo scambio di contatti – agendo come un vero e proprio intermediario.

Mobility Pays si dimostra efficace in due scenari: da un lato, aiuta le aziende a trovare nuovi dipendenti offrendo incentivi economici per ogni assunzione; dall’altro, fornisce una piattaforma per esplorare opportunità professionali alternative per i dipendenti che non si integrano più con la strategia aziendale corrente. Il processo è diretto e user-friendly: con un clic, è possibile scoprire la compatibilità tra il profilo di un candidato e l’interesse di un’azienda interessata.

Per le aziende che intendono liberare risorse, Mobility Pays offre l’opportunità di pubblicare i profili professionali sul mercato, mantenendo anonimato e privacy. Queste aziende possono scegliere di essere proattive nella ricerca di un nuovo datore di lavoro per i loro dipendenti o di aspettare proposte da altre aziende partecipanti alla piattaforma.

In sintesi, Mobility Pays offre una soluzione vantaggiosa per tutti le parti in causa. Cosa aspetti? Unisciti anche tu a NETtoWORK!

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