All’asta il curriculum vitae di Steve Jobs

Messo all’asta insieme ad altri cimeli del founder di Apple anche un suo CV del 1973.

Sono stati messi all’asta lo scorso 15 marzo alla RR Auction di Boston alcuni cimeli appartenenti a Steve Jobs, fondatore di Apple.

Tra questi, oltre a rarissimi autografi, anche un suo curriculum vitae del 1973, quindi pre-Apple, che dimostra come il futuro creatore del colosso di Cupertino fosse terribile a vendere se stesso, almeno agli inizi.

Infatti il documento, firmato da Jobs e riportante come indirizzo un semplice “reed College”, è scritto a mano e riporta anche alcuni errori ortografici.

Nel curriculum Jobs scrive il suo nome con la lettera minuscola, sbaglia una parola, definisce “possibile” il suo accesso ad un mezzo di trasporto e non fornisce un numero di telefono, elemento ironico visto che poi ha creato un prodotto in grado di rivoluzionare il settore della telefonia. Ma lo si può scusare, dopotutto aveva pur sempre 18 anni. Anche per questo, di fatto, il curriculum è vuoto: non vengono riportate esperienze lavorative pregresse, ma solo abilità e interessi.

“Tecnologia elettronica o ingegneria del design. Digital” scrive accanto ad abilità e interessi, per poi sbagliare ulteriormente scrivendo in maniera errata “Hewitt-Packard”.

Non sappiamo a quanto è stato battuto il CV di Jobs all’asta, ma le previsioni della casa d’aste di Boston ipotizzavano intorno ai 50.000 dollari. Tra gli altri documenti che sono andati all’asta troviamo anche un articolo del Palo Alto Daily Post sull’iPhone 3G autografato da Jobs e un manuale di Max OS X del 2001 sempre autografato da fondatore dell’azienda di Cupertino.

 

Ma come è finita?

Curiosi di sapere com’è finita la ricerca di lavoro del giovane Jobs? Nel 1974 ha ottenuto un lavoro come tecnico in Atari, aiutato dall’amico Steve Wozniak. Nel 1976 i due hanno fondato Apple. Il resto è storia.

 

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