Autoironia e millennials per rafforzare la connessione con la propria community

Prendersi poco sul serio nelle proprie pubblicità oggi è il segreto dei Brand per rafforzare la connessione con la propria community ed attirare sempre più Millennials.

Ridere di sé ogni tanto, fa bene. Lo hanno capito anche le aziende che da un po’ di tempo sembrano utilizzare sempre più l’autoironia come strumento di marketing, alla conquista di una community.

E la community in questione è tanto vasta quanto complessa da catturare perché si tratta dei famosi Millennials. Per quale motivo i brand si sono trovati a dover produrre il proprio materiale pubblicitario in chiave autoironica?

 

Perché l’autoironia nelle pubblicità funziona?

I Millennials sono considerati una generazione disomogenea e poco incline alla totale fiducia nei confronti delle pubblicità. Parliamo infatti di una generazione, la prima, a vivere un’epoca di cambiamenti tecnologici, con un alto spirito critico nei confronti dei prodotti sul mercato e spesso scettica riguardo i messaggi che passano per i canali social.

Per conquistarli, dunque, non basta stupirli: la loro fedeltà andrà a brand “trasparenti”, in grado di rivelare il loro lato umano e più vicino alla gente.

Le aziende non possono più limitarsi a fare una pubblicità perfetta e scintillante: per una generazione che non dà per scontato il mondo del lavoro, che ha vissuto una crisi economica e che ha trascorso probabilmente l‘infanzia davanti alla TV bombardata da spot pubblicitari di ogni tipo, serve un ingrediente in più.

Serve che il brand sia onesto, affidabile e autentico: partendo da queste semplici esigenze l’autoironia diventerà il collante senza il quale il rapporto brand-consumatore non potrebbe durare. Ecco perché non prendersi troppo sul serio può essere un’ottima strategia per la conquista di un’audience difficile, ma con un alto potenziale di fedeltà.

 

L’umanizzazione del Brand

Bisogna abbattere i muri tra business e consumatore. Da qui parte l’umanizzazione del brand, che diventa “simpatico” e inizia a essere percepito come uno di famiglia dalle persone.

Anche quando si tratta di semplice customer care, pur passando per un canale digitale, è ormai noto che i Millennials preferiscono l’interazione umana con il brand, motivo per cui in molte direct chat compare il nome del customer advisor.

Umanizzarsi e prendersi poco sul serio è dunque la chiave per entrare nei cuori dei consumatori. Nonostante l’era digitale abbia avvolto ogni abitudine e gesto del quotidiano, alcuni utenti sembrano preferire ancora una connessione umana o umanizzata.

Saper parlare al proprio target tipo, utilizzando toni sempre meno aulici ed esclusivi e non nascondendo propri punti deboli, sembra essere il futuro delle campagne pubblicitarie. Insomma, per conquistare i Millennials la ricetta sembra essere meno marketing classico e più autoironia, meno slogan e più dialogo.

 

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