Qualifiche, diplomi e lauree: il trend basato sugli annunci di lavoro.

Il ‘pezzo di carta’ conta tanto, tantissimo, ed è destinato a contare sempre di più nei prossimi anni. Ma non tutti i titoli di studio o qualifica hanno lo stesso peso e, a seconda della richiesta, varia anche l’impatto che il titolo di studio ha sul mercato del lavoro. Un percorso di studi con pochi sbocchi sul mercato del lavoro porterà sicuramente ad avere un svantaggio nella ricerca del posto di lavoro giusto.

Un buon orientamento scolastico, dunque, diventa cruciale. Oggi più che mai le aziende hanno bisogno di competenze per rendersi più competitive, soprattutto ora che la trasformazione digitale sta toccando ogni settore.

 

I dati del bollettino Excelsior

Stando al bollettino Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, nel mese di settembre su 415mila posizioni di lavoro programmate dal settore privato, ben 139mila – ovvero una su tre – sono state destinate ai diplomati.

Altre 126mila posizioni sono invece state dirette alle persone provviste di una qualifica professionale, e circa 74mila hanno invece puntato ai laureati.

 

Esistono percorsi formativi di titoli di studio premianti?

E’ possibile fare una cernita dei percorsi formativi maggiormente premianti dal punto di vista occupazionale? Oggigiorno le imprese italiane hanno un grande bisogno di tecnici specializzati nei settori del marketing e della finanza, per non parlare dell’alta richiesta di tecnici qualificati in meccatronica e in meccanica.

L’Italia è la seconda potenza manifatturiera d’Europa, e nonostante questo può vantare meno di 10 mila studenti iscritti agli Istituti Tecnici Superiori, da ciò deriva la grande richiesta di tecnici specializzati.

Le imprese hanno dunque un forte bisogno di tecnici: non a caso l’82% dei neodiplomati risulta occupato.

Per quanto riguarda i titoli professionali, stando al bollettino Excelsior, gli indirizzi contraddistinti da un più alto livello di occupazione al termine degli studi sono quello relativi ai mondi della ristorazione e della meccanica.

Le lauree maggiormente richieste, infine, sono quelle in campo economico, seguite a breve distanza dalle lauree relative all’insegnamento. Più lontane, ma sempre molto ricercate, sono poi le lauree in medicina, in ingegneria elettronica e a indirizzo linguistico.

Tutto questo mentre, stando alle cifre Istat relative al 2017, la percentuale delle persone laureate in Italia è ferma al 18,1%, di contro al 31,4% del resto dell’Europa.

 

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