Quali sono i lavori notturni e quali caratteristiche hanno

Lavorare di notte vuol dire iniziare quando il resto del mondo sta per andare a dormire e finire quando gli altri si svegliano. Sono lavori particolari che richiedono maggiori sacrifici rispetto a quelli “comuni”, che molto spesso impediscono di avere una vita normale come tutti gli altri.

E’ una tipologia di impegno lavorativo totalizzante, che stravolge i normali ritmi e che non tutti possono fare, perchè può dare importanti conseguenze anche dal punto di vista psico-fisico.

 

Cosa dice la Legge sul lavoro notturno?

Il lavoro di notte è regolamentato dalla Legge con specifici requisiti e condizioni. Chi lavora di notte lo fa in un arco temporale di 7 ore, che oscilla dalle 24 alle 5 del mattino. E può lavorare:

  • per almeno tre ore al giorno in maniera abituale e continuativa

oppure

  • per un minimo di 80 giorni lavorativi in un anno o secondo le norme della sua contrattazione collettiva.

In ogni caso l’orario di lavoro di un turno di notte non può superare le 8 ore (a meno che il contratto collettivo della propria categoria non disponga diversamente). E qualunque azienda voglia assumere lavoratori notturni deve avviare una consultazione con le rappresentanze sindacali dei lavoratori, che deve iniziare e finire entro 7 giorni. Vanno inoltre fatti controlli periodici sul lavoratore, disposti dal datore di lavoro.

 

Chi può lavorare di notte?

Non tutte le persone possono però diventare lavoratori notturni. Il motivo sta proprio nella difficoltà, nella peculiarità e nell’atipicità del lavoro, che può causare stress e alterazione del ritmo biologico e del riposo in maniera indelebile.

Ecco di seguito chi non lavora di notte, perché non può farlo per legge:

  • le donne dal momento di accertamento dello stato di gravidanza fino al compimento di un anno del bambino o della bambina;
  • la lavoratrice madre di un figlio sotto ai 3 anni di età (o in alternativa il lavoratore padre quando convivente con la madre);
  • lavoratrice o lavoratore con persona disabile a carico;
  • i minorenni;
  • il genitore unico affidatario di un figlio convivente minore di 12 anni;
  • la lavoratrice madre adottiva o affidataria di un minore, nei primi tre anni dall’ingresso del minore in famiglia e non oltre il dodicesimo anno di età (in alternativa il padre convivente);

 

Chi lavora di notte è pagato di più?

Non si può certo negare la fatica di un turno di lavoro simile, svolto quando la notte è calata da un pezzo, il mondo dorme e raramente si riesce a vivere la luce del sole. Ed è solo grazie a chi fa questo che riusciamo a godere di importanti servizi e comodità, come l’assistenza sanitaria, un caffè rigeneratore in autogrill, il pane caldo al mattino, il giornale sempre pronto per essere letto.

È più che giusto allora retribuire questi lavoratori più di quelli diurni. E la legge è d’accordo, tanto dall’aver stabilito che chi lavora di notte deve essere pagato con una maggiorazione attorno al 20 o 30 per cento di un normale stipendio (percentuale stabilita dai contratti collettivi di categoria), estesa anche al trattamento di fine rapporto nel caso in cui il lavoro notturno riguardi la normale attività aziendale.

 

Chi lavora di notte va in pensione prima?

La Legge prevede alcune tipologie di lavoro definito usurante, cioè decisamente più faticoso e pesante di molte altre professioni. Coloro che svolgono questi lavori usuranti possono quindi pensionarsi prima rispetto all’età prevista per legge.

Il lavoro notturno rientra tra queste tipologie.

E nello specifico fa lavoro usurante (e quindi se ne va in pensione anticipata di 3 anni):

  • chi lavora a turni durante la notte per almeno 6 ore e per almeno 64 giorni lavorativi all’anno
  • chi lavora per almeno 3 ore nell’arco di tempo tra le ore 24 e le ore 5 del mattino, per l’intero anno lavorativo

 

Chi lavora di notte?

Sono tante le categorie di lavoratori notturni, dai medici, infermieri ed altro personale sanitario che lavorano di notte negli ospedali, ai portieri di notte degli alberghi; da chi lavora nelle strade per la manutenzione ordinaria e straordinaria,

ai pescatori che ci portano il pesce fresco la mattina; dagli autisti trasportatori e i corrieri delle aziende di logistica, al personale aereo e ferroviario; da chi lavora nell’industria alimentare e della GDO, a chi lavora nell’industria del “divertimento” notturno; da chi lavora nell’industria della stampa, a chi infine si occupa di sorveglianza e sicurezza pubblica e privata.

Insomma un esercito di cui una gran parte di persone forse ignora l’esistenza ma che rappresenta una risorsa fondamentale per tutti!

 

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