Oggi intervistiamo per la sezione “Storie di Successo” Cristina Amoruso, fotografa professionista

Cristina Amoruso è una fotografa professionista attiva dal 2005 con studio a Torino e si occupa di molti argomenti, tra cui ritrattistica, food ed interior design. Per la ritrattistica, oltre ai ritratti femminili e familiari, si occupa anche di ritratti business e personal branding.

 

Buongiorno Cristina e grazie per essere qui con noi!

Buongiorno e grazie a voi di NETtoWORK per avermi dato l’opportunità di parlare della mia professione e passione sul vostro Blog.

 

Prima domanda: è la prima in famiglia ad aver iniziato un’attività del genere oppure ha avuto un background familiare di interesse sul mondo della fotografia professionale?

Sono stata la prima in famiglia. La fotografia è sempre stata la mia passione e poi man mano sono arrivata a fare di questa passione il mio lavoro. Naturalmente ci sono voluti parecchi anni ma ce l’ho fatta.

 

Bene. In un mercato saturo, con competitors anche digitali e virtuali, come si distingue rispetto agli altri? Quali sono i suoi punti di forza?

Per quello che riguarda il ritratto, è la mia capacità di mettere a proprio agio le persone davanti all’obiettivo, specialmente quando non sono per niente abituate a stare davanti ad una macchina fotografica. Inoltre è importante saper utilizzare determinate skills, che si imparano ovviamente con l’esperienza in questa professione, per dare un ottimo risultato in una sessione fotografica.

 

Imprenditori si nasce o si diventa? Possono farlo tutti oppure ci vuole sempre qualcosa di caratteriale nella persona per essere un buon imprenditore?

Ci vuole una grandissima resilienza, con tanta resistenza alle difficoltà, perché si parte sempre con entusiasmo volendo ottenere i risultati subito, invece i risultati si ottengono goccia a goccia nell’arco di un periodo medio-lungo. Grande pazienza e grande resistenza alle difficoltà, come per tutte le libere professioni. Bisogna martellare quotidianamente e darci dentro sempre!

 

Qual è stato il suo maggior successo negli ultimi 10 anni?

Non saprei, perché ho avuto soddisfazioni in più occasioni nei differenti generi fotografici di cui mi occupo. Per il settore food, ad esempio, ho partecipato alla redazione di una pubblicazione edita da DeAgostini in collaborazione con la scuola di Alta Formazione di Cuochi (Italian Culinary Institute For Foreigners) di Costigliole. Come volontariato sono stata in Africa e Brasile con varie Onlus riuscendo, grazie al mio lavoro di reportage, a raccogliere molti fondi per le popolazioni locali in gravi difficoltà.

Come soddisfazione personale si aggiunge anche il fatto di avere un riscontro positivo diretto quando mi occupo di ritratti: vedere cioè le persone raggianti spesso addirittura commosse, quando presenti loro il lavoro completo, è impagabile!

 

Qual è il suo mito? Si ispira ad un fotografo in particolare?

Ho uno stile molto simile a quello della rivista Vanity Fair. Poi come ispirazione si prende spunto da tutti i grandi nomi, soprattutto per quanto mi riguarda tutti i grandi fotografi che si occupano di ritratti.

 

Ritiene di essere una coordinatrice giusta nel suo team di collaboratori?

Eh questo bisognerebbe chiederlo a loro..(ride)..dal mio punto di vista mi sembra di si, ma bisognerebbe chiederlo a loro.

 

Potesse tornare indietro, modificherebbe qualcosa del suo percorso lavorativo?

Ma direi di no.

 

Come si vede fra dieci anni?

Sinceramente non sono una che fa programmi a lungo termine. Penso all’oggi e mi concentro sull’oggi. Ovvio che mi pongo degli obiettivi, ma non riesco a proiettarli a dieci anni, perché il mondo cambia così rapidamente che non è proprio immaginabile.

 

Un aggettivo per descrivere la sua attività.

(Ride)..una marcialonga! Impegnativa sicuramente. Ci vuole impegno costante.

 

Quali pregi e difetti nota nel settore della fotografia professionale attuale?

Pregio sicuramente è l’organizzazione: avere cioè tempi studiati, scadenze precise ed obiettivi da raggiungere a breve termine.

Noto che nella maggior parte di noi fotografi c’è una certa mancanza strutturale di base, che deriva dal fatto che non esiste una formazione vera e propria dal punto di vista istituzionale che porti chi voglia fare questo come mestiere a raggiungere un certo livello di mentalità giusto. Invece devi creartelo tu strada facendo, imparando che è necessario avere una struttura ed un sistema che possa mandare avanti uno studio e lo possa far funzionare a tutti gli effetti.

 

Come vede le collaborazioni con i giovani, hanno veramente una marcia in più e cosa possono dare nel settore fotografico?

Dal punto di vista fotografico hanno una marcia in più, nel senso che chi inizia o ha iniziato da poco sicuramente con l’avvento del digitale è stato aiutato tantissimo. C’è la possibilità di imparare molto online, anche gratuitamente. E ci sono veramente dei ragazzi molto molto in gamba che fanno foto a livello dei nomi top della fotografia. Il talento di certo non manca, ce n’é in abbondanza. La differenza la fa darsi un sistema, un programma, darsi obiettivi fissi con scadenze e perseguirli nonostante le difficoltà che indubbiamente ci sono sempre. Specie in Italia dove non c’è la mentalità della fotografia, del ritratto e del marketing che punta sull’immagine professionale e quindi c’è da lottare il quadruplo rispetto ad altri Paesi.

 

Che consiglio vuole dare ai giovani che stanno per affacciarsi ora sul mondo del lavoro?

Oltre alla perseveranza e a darsi programma ed obiettivi come ho detto prima, consiglio ai giovani di non accettare mai lavori gratuiti, perché portano solo altri lavori gratuiti. A parte ovviamente i tirocini e gli stages formativi che sono una parte importante della formazione di un giovane. Perdere tempo con la speranza di avere domani un lavoro no però. Il tempo, soprattutto oggi, vale.

 

Bene, ottimo. Ringraziamo Cristina Amoruso per l’intervista!

Grazie a voi! E’ stato un piacere!

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