L’intervista di oggi è con Sergio Costamagna, CEO di STEP SpA. Conosciamo meglio questa realtà aziendale.

STEP SpA  nasce a Torino nel 1992. E’ un’azienda del settore automotive che si occupa di progettazione, dalle fattibilità di stile fino all’industrializzazione della vettura. Si occupa cioè della progettazione del “vestito” delle auto: tutta la scocca, tutte le parti di lamiera e plastiche che fanno parte poi di ogni autovettura completa.

 

Buongiorno dott. Costamagna, grazie per la sua disponibilità per questa intervista. E’ un piacere per noi di NETtoWORK averla qui oggi!

Buongiorno e grazie a NETtoWORK per questo vostro servizio importante che dedicate a STEP!

 

Partiamo con la prima domanda: Cosa rappresenta per lei lavorare in STEP?

Mi chiedete cosa rappresenta per me STEP? Beh rappresenta la vita. STEP è un’azienda dinamica, giovane, che fa dei giovani la propria necessità , il proprio bisogno.

STEP rappresenta cambiamento perchè siamo sul territorio nazionale ed internazionale da 25 anni e questo cambiamento per noi è quotidiano. Per stare al passo con il mercato e soprattutto con l’evoluzione elettronica e tecnologica che in ambito automotive è quotidiana ed è abissale, basti pensare alla differenza tra le auto di dieci anni fa e quelle di oggi e a quella che ci sarà con quelle di domani, bisogna essere sempre pronti al cambiamento ogni giorno. Inoltre cambiamento per me significa anche crescita nel nostro settore.

 

Quali sono i valori principali su cui si basa STEP?

Sicuramente innovazione, cambiamento e professionalità. Puntiamo molto sui giovani che abbiano voglia di crescere, perchè il giovane sicuramente integrato, supportato e “cresciuto” da quelle che sono, diciamo, le “chiocce” aziendali può portare quel famoso cambiamento di cui parlavo prima. Quel cambiamento che è integrazione tra il giovane e l’esperienzato: un binomio che, se valorizzato bene, ti permette di fare il salto di qualità nel mercato.

 

Bene! Come descriverebbe il suo ambiente di lavoro?

In questi 25 anni ovviamente siamo cresciuti e cambiati ed oggi l’ambiente lavorativo in STEP mette in risalto le qualità del giovane. Il welfare aziendale è importante. Ritengo che se la persona, il collega, sta bene in azienda, sicuramente può essere dal punto di vista redditivo una spinta notevole sia per l’azienda che per la sua crescita. Consideriamo che si passa tre quarti della propria giornata in azienda e di conseguenza bisogna star bene nell’ambiente di lavoro e con i propri colleghi, condividendo quelli che sono gli obiettivi dell’azienda. Per fare ciò bisogna mettere nelle giuste condizioni il collega di star bene.

Uso spesso la parola collega perchè “risorsa” non mi piace: ci sono ruoli in azienda è vero, ma siamo tutti persone, quindi si rispetta il ruolo, giusto, ma altresì si rispetta la persona. Perciò collega secondo me è un termine più appropriato.

 

In che modo la sua azienda stimola il buon operato e la crescita professionale interna?

Faccio una premessa: la motivazione di una collega o un collega non necessariamente viene alimentata solo ed esclusivamente da quello che può rappresentare un riconoscimento monetario, il benefit economico ti fa contento in quel momento ma poi cade quella che è la motivazione.

Anche qui esiste un binomio secondo me. Da un lato il riconoscimento monetario che c’è ovviamente, attraverso i premi di produzione che noi diamo da contratto in base agli obiettivi raggiunti, ma dall’altro lato è l’obiettivo in sé che fa crescere la tua professionalità per renderti autonomo, soprattutto gratificandoti nel passaggio da un chiamiamolo “esercizio semplice” a quello che è un progetto “complicato” nel nostro mondo di progettazione automotive. Questa è la motivazione nell’andare a spiegare e soprattutto a ringraziare anche con una parola e un attestato scritto quello che è stato l’operato.

Le cose importanti sono gli obiettivi: se uno ha la strada ben delineata allora è tutto molto più facile. Se la strada non è delineata ma la rendo come un’autostrada con caselli, dove ogni tanto mi fermo e riscuoto, non vado al passaggio successivo ai 200 all’ora ma continuo ad andare ai 50.

 

Ci sono politiche aziendali per la valorizzazione dei giovani talenti che lavorano con voi? Di che tipo?

Si abbiamo contatti chiaramente con le università. In Italia abbiamo 3 sedi, Torino, Modena e Pomigliano, una spina dorsale insomma da nord a sud, così come le università con cui abbiamo contatti, cioè il Politecnico di Torino, l’Università di Reggio Emilia e di Modena e L’Università Federico II di Napoli, in ambito di ingegneria meccanica ed elettronica ovviamente.

Inoltre per noi sono fondamentali anche gli Istituti tecnici come il Pininfarina, dai quali andiamo ad attingere per portare in fase di stage già dalla quarta superiore i ragazzi più meritevoli, dandogli oltre che formazione pratica anche un’esperienza concreta di vita in ambiente di lavoro.

La media anagrafica in STEP è molto bassa, io che sono tra i più esperienzati ho 51 anni, giusto per farvi capire che Step è un’azienda ricca di giovani colleghi. Ma come li portiamo sulla nostra auto? Attraverso corsi di formazione, infatti all’interno della nostra azienda abbiamo creato un po’ di anni fa la STEP Academy per quelli che sono i contratti di apprendistato, ci facciamo così la formazione in casa. Oggi è diventata a tutti gli effetti una “scuola” con corsi tecnici e comportamentali per i ragazzi che andiamo a scegliere dagli istituti ed università, li formiamo in casa portandoli a bordo dell’auto STEP, inizialmente con contratti a tempo determinato per un anno, ma questi contratti finora al 100% si sono sempre trasformati in tempo indeterminato.

 

Se dovesse dare un consiglio ad un/a giovane che voglia lavorare con voi, su quali caratteristiche secondo lei dovrebbe puntare per catturare la vostra attenzione?

Curiosità, voglia di imparare ed umiltà. Possono sembrare scontate ma non sono tali. Capisco che la tendenza di fronte ad un colloquio di lavoro sia spesso di apparire più del dovuto per avere successo. Ogni azienda ha una storia a sé, ogni azienda ha qualcosa da imparare dal candidato e viceversa il candidato ha qualcosa da imparare da ogni azienda.

 

Come STEP organizzate anche attività extralavorative per fare anche team building o per puro divertimento?

Abbiamo un gruppo di tre ragazze, che hanno un’attitudine migliore nel poter creare e mettere in pratica le idee giuste che possano aggregare il gruppo. Queste aggregazioni avvengono attraverso lo sovlgimento di tornei. Tra Torino, Modena e Pomigliano siamo in circa 200 persone, oltre ai nostri partner che ci sostengono. Tornei di tutti i tipi. E si vanno anche a creare pranzi e cene aziendali, sembrano cose scontate ma non è così, soprattutto in alcuni periodi di crisi. Come anche il saluto prima delle vacanze estive ed invernali. Cerchiamo di svolgere tutte le attività per ogni sito.

Noi inoltre siamo presenti anche in Brasile e Turchia. Un aneddoto molto carino che ci riguarda è questo: due anni fa a Pomigliano in occasione dei saluti di Natale, abbiamo coinvolto, nonostante il fuso orario col Brasile, nello stesso istante i colleghi italiani, turchi e brasiliani.

Lo scorso anno invece abbiamo coinvolto tutti su Torino, spostando qui i colleghi di Pomigliano e Modena, in occasione dei nostri 25 anni di attività, alla Reggia di Venaria. Nel mio intervento ho semplicemente fatto questa metafora: “la Reggia di Venaria è la cornice, però il quadro l’abbiamo dipinto noi e siamo tutti qui presenti oggi.”

Lo scorso anno inoltre è stato redatto un libro raccogliendo la storia fotografica dei 25 anni di STEP e questo è bellissimo perchè puoi vedere come eri 25 anni fa agli inizi e come sei oggi, un altro bellissimo stimolo per tutti noi.

 

Bene! Quali sono stati i traguardi e gli obiettivi raggiunti recentemente dall’azienda?

25 anni di STEP per noi è un traguardo importantissimo, soprattutto a Torino con tutto quello che è successo negli ultimi 30 anni. In 25 anni abbiamo vissuto due momenti critici: nel 2009 e nel 2017. Entrambi sono stati superati semplicemente dicendo le cose con estrema sincerità. Se uno è sincero e dice le cose come stanno viene apprezzato e seguito nei momenti di difficoltà per remare tutti nella giusta direzione.

In Brasile, STEP Brasile è stata insignita come miglior azienda del territorio sudamericano in ambito di progettazione.

Un altro traguardo è l’essere la seconda miglior azienda di ingegneria in ambito automotive sul territorio italiano, confrontandoci con multinazionali francesi ed americane. Per noi questo è un grande successo!

Nel 2018 abbiamo portato a bordo dell’auto STEP 10 nuovi colleghi. Il prossimo obiettivo per il 2019/2020 sul territorio italiano è portare a bordo di STEP ulteriori 20 colleghi nuovi e questo vuol dire crescere.

 

Ottimo! Quali sono le caratteristiche di un buon selezionatore?

Noi abbiamo due figure di selezionatori. Il candidato passa attraverso due colloqui: il primo di carattere risorse umane, il secondo di carattere tecnico. Il colloquio di carattere tecnico avviene attraverso selezionatori che hanno esperienza tecnica e sono nostri riferimenti aziendali. Il colloquio HR avviene con selezionatori che vivono la nostra realtà ed hanno quelle caratteristiche di cui ho parlato prima in riferimento al candidato ma che mi piace ci siano anche nel selezionatore. La curiosità, l’umiltà, il porsi sullo stesso livello del candidato, poterlo guardare negli occhi sullo stesso livello, non dall’alto al basso. Questo è fondamentale. Inoltre il mettere il candidato a proprio agio in azienda, senza farlo sentire ad un esame scolastico o di vita, ma renderlo subito in modo familiare integrato nell’azienda. Facendo così si riesce a capire subito dalla parte del candidato se il tuo atteggiamento di selezionatore è giusto o meno. La cosa bella è proprio quella di sgombrare il tavolo da quelle domande classiche e canoniche a cui magari il candidato si è preparato per giorni. Questo per mettere nelle condizioni il candidato di fare una chiacchierata ed un colloquio diverso, sbaragliando il format del classico colloquio, per dare ulteriore valenza e sicurezza al tuo resoconto di selezionatore nei confronti del candidato stesso.

 

Benissimo! STEP è una delle prime aziende a Torino che hanno creduto in NETtoWORK: perché?

Anche qui la parola giusta per motivare la nostra scelta è cambiamento.

Rispetto ad anni fa dove ci poteva essere si il passaparola o “l’amico dell’amico dell’amico”, cosa che non sopporto tanto, è cambiato il mondo dei giovani, oggi la connettività e i social  sono di uso quotidiano. E perchè non cambiare anche il modo di rendere visibile STEP utilizzando anche questi strumenti che oggi la fanno da padrone, attirando così i giovani in cerca di lavoro? Questa è la principale motivazione: io rendo visibile la mia azienda attraverso la vostra innovativa piattaforma NETtoWORK che sicuramente può raggiungere molti giovani e far conoscere STEP, in modo da renderli potenziali colleghi in un prossimo futuro.

 

Perfetto! Ringraziamo Sergio Costamagna per l’intervista e per averci fatto conoscere meglio STEP!

Grazie ancora a voi di NETtoWORK per questa intervista! E’ stato un grande piacere!

 

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