Intervista a Michele Rongioletti titolare di Tre da Tre

Nuova intervista per la sezione “Storie di Successo”: oggi siamo in compagnia di Michele Rongioletti, amministratore e titolare del Ristorante Pizzeria Tre da Tre di Torino

Il Ristorante Pizzeria Tre da Tre è stato aperto nel centro storico di Torino, tra il Teatro Regio, la Mole Antonelliana, la Rai e l’Università,  nel maggio del 2004 da tre giovani fratelli. Oltre alle gustose pizze cotte nel forno a legna, propone piatti di carne e pesce, cucina nazionale ed ottimi vini.

 

Buongiorno Michele, intanto la ringraziamo per questa intervista!

Buongiorno e grazie a NETtoWORK per darmi la possibilità di condividere la mia esperienza e parlare della mia azienda tramite il vostro Blog.

 

Prima domanda: perchè avete deciso di aprire un ristorante pizzeria?

C’era già un progetto di aprire un’attività insieme ai miei fratelli; inoltre per il nostro background e per i nostri trascorsi a lavorare sempre nel settore ristorativo, chi come cameriere e aiuto cuoco e chi come pizzaiolo e cuoco, dopo anni di sacrifici e di gavetta, abbiamo deciso di intraprendere questa avventura sapendo ovviamente a cosa saremmo andati incontro.

 

Che cosa vi differenzia rispetto alla concorrenza e cosa offrite di più ai clienti?

Sicuramente il rapporto qualità-prezzo da noi è imbattibile, partendo anche dal presupposto che noi non trattiamo prodotti congelati: tutti i prodotti sono freschi di giornata, quotidianamente portati dai nostri fornitori, tutti prodotti italiani, dal cibo ai vini ed alle birre, perchè teniamo molto al Made in Italy.

Altri fattori sono: la location eccezionale in pieno centro storico a Torino, in piena isola pedonale, ai piedi della Mole Antonelliana; la gentilezza e la cura che i nostri ragazzi e ragazze dedicano ai clienti, cosa che nel nostro settore attualmente ahimè non è più tanto scontata, perchè a volte molti puntano solo sulla quantità a scapito della qualità del servizio offerto.

Inoltre altre piccole cose per coccolare i clienti come l’aperitivo di benvenuto ed i digestivi offerti, la piena disponibilità del locale e del personale durante ricevimenti o feste di compleanno.

 

Imprenditori si nasce o si diventa?

Ma sicuramente c’è bisogno di una mentalità particolare, che può derivare anche dall’educazione che ti han dato i tuoi genitori. Questo vuol dire non accontentarsi mai di quello che la vita ti dà. Quella è la base.

Poi si può fare una distinzione tra chi già nasce in una famiglia di imprenditori e chi no come noi. L’importante per fare la differenza però è sempre avere il carattere giusto per mettersi in gioco ed avere una buona educazione familiare alle spalle. Poi ognuno ha la sua storia particolare.

Nel nostro settore è importante essere imprenditori capaci di dare molto e di muoversi sempre verso la soddisfazione del cliente, perché la concorrenza è tanta ed è sempre più difficile emergere. Per quanto ci riguarda cerchiamo di offrire sempre prodotti di stagione e modifichiamo i nostri menu periodicamente per aumentare e variare sempre l’offerta.

 

Certo. In questi anni di attività qual è stato il vostro successo più grande?

Ma guardi il successo più grande secondo me lo si percepisce in due/tre giorni consecutivi di lavoro, nel senso che molti turisti che visitano Torino, dopo aver provato il primo giorno la nostra cucina, tornano anche i restanti giorni della loro permanenza in città.

Questo è semplicemente il sintomo di aver lasciato il segno, così come avere una clientela fissa che viene da noi da 14 anni.

 

Ha un mito da seguire o una figura carismatica a cui si ispira, anche non del suo settore lavorativo?

Veramente no, sono una persona che non si preoccupa di cosa facciano gli altri e poi la vita è talmente frenetica che non mi sono mai soffermato a pensare a questo. So quello che faccio, faccio il mio lavoro sempre in modo da rispettare il cliente e renderlo soddisfatto, cercando di capire le esigenze di ciascun cliente.

 

Ritiene di essere un capo giusto? Perché?

Ma si per il mio rapporto con i miei collaboratori, devo dire che do tanto ma ricevo anche tanto. Poi ovviamente bisognerebbe chiedere anche a loro..

 

Potesse tornare indietro, cosa modificherebbe di questo percorso fatto?

Ma probabilmente, ragionando anche sui cambiamenti occorsi nel nostro Paese in questi anni in materia anche di settore alimentare-ristorativo, punterei su una piccola attività puntando molto sulla qualità per limitare più che altro i danni delle spese di gestione e di tassazione eccessive che ci sono.

 

Come si vede fra dieci anni con la sua azienda?

Spero di avere la fortuna e l’occasione di trovare qualcuno che mi possa sostituire e godermi così un po’ la vita. Forse è impossibile però la speranza c’è sempre..(ride)

 

Eh si lo speriamo tutti! Che aggettivo userebbe per descrivere la sua azienda?

Ma più che un aggettivo direi due parole: casa tua. Da noi sei a casa. Che è un po’ quello che ci riconoscono tutti.

 

Dal punto di vista imprenditoriale del suo settore, quali pregi e difetti nota?

Diciamo che nel nostro settore, come in molti altri, le spese di gestione e le tasse ci sovrastano abbastanza. I margini di utili si sono ridotti rispetto anche a solo 10 anni fa, quindi sotto certi aspetti oggi non vale più la pena iniziare un percorso imprenditoriale simile al nostro.

Di positivo vedo che la qualità della concorrenza è migliorata molto, questo è una cosa molto interessante per mantenere attivo il nostro settore. C’è di sicuro più professionalità rispetto ad anni fa.

 

Come azienda, puntate sui giovani? Ed in che modo?

Cerchiamo i giovani ovviamente anche per una questione economica, come lei può immaginare, in più anche perchè il nostro è un mestiere pesante e abbastanza logorante ed un giovane ha le energie e l’attitudine per poterlo fare nel migliore dei modi. Sfatiamo però anche il “mito” che fare il cameriere sia solo un lavoro per giovani.

Molto spesso però manca il professionista, nel senso che i giovani che fanno questo mestiere lo fanno o per pagarsi l’università o per altri motivi che sono diversi dal pensare questo lavoro come il proprio mestiere di vita. Quindi per lo più è percepito come un lavoro temporaneo, non è ciò che un giovane vuole fare da grande.

 

Che consiglio vorrebbe dare ai giovani che stanno per affacciarsi sul mondo del lavoro?

Fare qualsiasi cosa bene, dare sempre il massimo ed i risultati, in qualsiasi settore, arriveranno.

 

Bene, ottimo. Ringraziamo Michele Rongioletti per l’intervista!

Grazie a voi! E’ stato un grande piacere!

 

Vi ricordiamo che anche Ristorante Pizzeria Tre da Tre è su NETtoWORK, quindi se volete candidarvi e far parte di questa realtà di successo, iscrivetevi su NETtoWORK!

 

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